20 agosto 2018

BCC una lunga storia al servizio dell’uomo

Le banche di credito cooperativo hanno una storia in sostanziale linea di continuità con le casse rurali e artigiane, avendole sostituite con l’entrata in vigore del Testo unico bancario. In tale contesto, le ex casse rurali e artigiane, abbandonata la specializzazione per settori economici (agricoltura e artigianato), trovano nel localismo e nella mutualità prevalente le basi su cui fondare la propria operatività

Il credito cooperativo, nella forma delle casse rurali e artigiane, nacque come risposta a un’idea economica che aveva radici profonde nel contesto sociale della fine del 19° secolo. Il movimento della cooperazione di credito, infatti, sorse in ambito cattolico, in seguito all’emanazione della lettera enciclica Rerum novarum (1891) da parte del pontefice Leone XIII, il quale formulò i primi elementi della dottrina sociale della Chiesa. (Giuseppe Zito – Dizionario di Economia e Finanza Treccani 2012)

l Testo Unico Bancario del 1993 sancisce, in corrispondenza di un cambiamento nella denominazione – da Casse Rurali e Artigiane a Banche di Credito Cooperativo – il venir meno dei limiti di operatività: le BCC possono offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche e possono estendere la compagine sociale a tutti coloro che operano o risiedono nel territorio di operatività, indipendentemente dalla professione che svolgono.

La prima Cassa Rurale italiana viene costituita nel 1883 a Loreggia, in provincia di Padova, a opera di Leone Wollemborg, che prese a modello l’attività di Raiffeisen.

Nel 1890 il giovane sacerdote don Luigi Cerutti fonda a Gambarare, in provincia di Venezia, la prima Cassa Rurale Cattolica.

Nel 1891, l’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII diviene il manifesto di un ampio e diffuso movimento. Da quel momento in poi l’opera delle Casse Rurali entra ufficialmente nel campo cattolico.

Nel 1897 sono presenti ben 904 Casse Rurali.

Durante il fascismo – a seguito della Legge Bancaria del 1937 – molte Casse vengono invitate a chiudere.
Il rilancio delle Casse Rurali avviene nel periodo repubblicano: nell’art. 45 della Costituzione si riconosce il ruolo della cooperazione con finalità mutualistiche.

Nel 1950 viene ricostituita la Federazione Italiana delle Casse Rurali e Artigiane (nata nel 1909, come Federazione nazionale delle Casse Rurali) che, nel 1967, aderisce a Confcooperative.

ione delle singole Casse attraverso lo svolgimento di funzioni creditizie, di intermediazione bancaria e assistenza finanziaria.

Negli anni Novanta, il Credito Cooperativo realizza un’importante razionalizzazione della propria struttura: nel 1995 diventa operativa Iccrea Holding.

Nel 1997 viene costituito il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, strumento obbligatorio di tutela dei depositanti delle BCC ad esso consorziate.

Nel 2004 viene costituito il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo. Il Fondo, strumento volontario ed esclusivo delle BCC, ha lo scopo di tutelare il diritto di credito degli obbligazionisti delle stesse BCC.

Nel 2008 viene costituito il Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo, con l’obiettivo di tutelare la clientela delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen salvaguardando la “liquidità e la solvibilità” delle banche aderenti attraverso azioni correttive e interventi di sostegno e prevenzione della crisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *