30 luglio 2018

Il Consiglio dei ministri vara il Milleproroghe: novità per Bcc

Rassegna Stampa

Articolo di Vittorio Nuti
Il Sole 24ore
24 luglio 2018

Conte: “intervento per restituire piu’ potere alle Bcc”

Riunione lampo – appena 45 minuti – per il Consiglio dei ministri che questa mattina si è riunito con un solo punto all’ordine del giorno: il decreto Milleproroghe “estivo”. In conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte ha confermato la proroga dei termini per la piena efficacia della riforma dei gruppi bancari cooperativi, uno dei capitoli più rilevanti del decreto. Oltre alla proroga «per consentire agli operatori di stare al passo con tutti gli adempimenti richiesti anche per le banche popolari», previste anche alcune misure «chirurgiche» e «di disciplina» che «realizzano una riforma della riforma».

Con gli interventi varati, ha spiegato Conte, «rafforziamo la finalità mutualistica e il radicamento nel territorio di questi organismi bancari». Tra gli obiettivi del dl, oltre all’allungamento dagli attuali 90 a 180 giorni del termine per l’adesione delle banche di credito cooperativo al contratto di coesione che dà vita al gruppo bancario cooperativo, anche una modifica delle norme sulla composizione del gruppo bancario cooperativo in modo da «restituire più potere alle Bcc che nel progetto di riforma precedente venivano assorbite nelle capigruppo».

Ancora, le nuove norme contemplano «una maggiore autonomia sul piano delle strategie commerciali». Prevista anche la proroga al 31 dicembre 2018 della scadenza per l’adeguamento delle banche popolari a quanto stabilito dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri: “L’obiettivo è quello di restituire più potere alle Bcc che nel progetto di riforma precedente venivano assorbite nelle capigruppo”

Più rappresentanti Bcc nelle nuove holding
Nel dettaglio, la parte dedicata alle Bcc del Milleproroghe ha l’obiettivo di tutelare in maniera più incisiva il caratttere mutualistico degli istituti di credito cooperativo, correggendo sul punto la riforma Renzi, confermata invece sotto l’aspetto del rafforzamento patrimoniale degli istituti Bcc, che il governo ritiene sostanzialmente garantita dalle vecchie norme. Il legame con il territorio, ha spiegato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, viene raggiunto «elevando fino al 60%» (dall’attuale 50%+1, ndr) la quota minima della capigruppo (i nuovi Gruppi Bancari Cooperativi) detenute dalle Banche di credito cooperativo aderenti. In caso di necessità, tale quota minima di capitale della capigruppo detenuta dalle Bcc potrà essere ridotta tramite un Dpcm, provvedimento che offre maggiori garanzie rispetto alla semplice delibera del Mef prevista attualmente. Infine, il numero minimo dei rappresentanti delle Bcc aderenti nel Cda della capogruppo cresce fino alla metà +2 dei componenti.
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